Aggressione a poliziotto a Roma: la polizia esprime indignazione per la libertà dell’aggressore

Un recente episodio di violenza nei confronti delle forze dell’ordine ha avuto luogo a Roma, precisamente in piazza dei Cinquecento. Un individuo di origini somale, già conosciuto dalle autorità, ha aggredito con violenza alcuni agenti del Reparto Prevenzione Crimine, causando la frattura della mano a uno di loro. L’intervento della polizia era stato motivato da un controllo documentale, ma l’uomo ha reagito in modo aggressivo, utilizzando insulti, minacce e colpi fisici. Dopo essere stato arrestato e processato per direttissima, è stato condannato a otto mesi di reclusione con pena sospesa, tornando immediatamente libero.

L’indignazione delle forze dell’ordine: “Pene concrete sono un miraggio”

La sentenza ha suscitato una forte reazione da parte del sindacato di polizia Fsp. Il segretario generale, Valter Mazzetti, ha manifestato la frustrazione degli operatori nel settore della sicurezza: “Otto mesi di reclusione con pena sospesa significano tornare subito in libertà. È inaccettabile che episodi simili si verifichino quasi ogni giorno, con poliziotti aggrediti e feriti. Le pene concrete rimangono un miraggio e i risarcimenti sono praticamente assenti.”

Il sindacato ha evidenziato come l’assenza di conseguenze reali per chi attacca gli agenti alimenti un senso di impunità crescente e aumenti la frustrazione tra coloro che quotidianamente mettono a rischio la propria vita per garantire la sicurezza pubblica.

Massimo Nisida: “Chi risarcirà il danno?”

Massimo Nisida, segretario di Fsp Roma, ha aggiunto dettagli sull’aggressione: “Gli agenti avevano semplicemente richiesto i documenti, ma l’individuo ha reagito con violenza ingiustificata. Un collega ha subito una frattura alla mano con una prognosi di 30 giorni. Questa situazione è all’ordine del giorno in tutta Italia. Chi si farà carico dei danni subiti dai poliziotti feriti mentre svolgono il loro dovere? Nessuno.”

La necessità di misure più severe e interventi concreti

Il sindacato della polizia ribadisce quindi l’urgenza di un intervento concreto da parte delle istituzioni: “Richiediamo nuovamente alle autorità politiche e istituzionali una risposta chiara al bisogno crescente di sicurezza per cittadini e lavoratori in divisa. Sono necessarie pene reali e misure efficaci per tutelare gli agenti, oltre a un fondo per risarcire chi subisce danni durante il servizio.” In questo contesto, l’Fsp Polizia a riconosce nel Ddl Sicurezza un passo significativo verso questa direzione e auspica che venga rapidamente convertito in legge.

  • Valter Mazzetti
  • Massimo Nisida
Scritto da Giancarlo Loti